Cesano di Roma

La Via Francigena a Cesano

La Via Francigena a Cesano

La Via Francigena a Cesano
luglio 30
18:34 2012
Il 13 Settembre 2010 si teneva a Cesano un importante incontro al quale partecipava Adelaide Trezzini, una studiosa della Via Francigena. Ecco il suo intervento durante l’«Incontro di musica e arte “Uno dei gioielli della Via Francigena. La storia, l’arte e il restauro della Chiesa di San Giovanni”».

 

CESANO

Festa del Crocifisso Chiesa S. Giovanni Battista
Lunedi 13.9.2010, ore 20,30

Gent.mo Parroco Don Federico,  gent.mi parrocchiani e amici di Cesano,

che sorpresa e onore essere oggi qui tra voi.

Cesano rappresenta per me un romanzo giallo culturale e storico nato nel 2006 e trasformatosi in una storia d’amore, quando cercavo un percorso VF più vicino all’itinerario di Sigerico rispetto a quello proposto oggi da altri enti e istituzioni che si allontana, secondo me, passando per Campagnano.

Innanzitutto una breve storia della VF per coloro che non ne sono a conoscenza.

La Via Francigena come proposta dal governo italiano e eletto itinerario culturale del C. d’E. nel 1994, si basa sul più antico diario di un pellegrino anglo-sassone in cammino per Roma. Nel manoscritto dell’arcivescovo Sigerico di Canterbury, sono menzionate le 80 tappe del suo ritorno a Canterbury nel 990.
Nel marzo del 1995 ho sentito parlare per la 1° volta della VF in occasione della mostra didattica “ LA VIA FRANCIGENA cammino medievale di pellegrinaggio quale proposta per un itinerario religioso, culturale e turistico del 2000“; sono dunque 15 anni che io o la VF, non ci siamo più lasciati. L’Associazione dal 1997, l’ha aiutata a rinascere in Italia e in Europa, da Canterbury a Roma con 10 pubblicazioni tra Guide-vademecum, Topofrancigena e Dormifrancigena, ma la storia della VF, come dimostra la nostra presenza qui, non è finita.

Circa 4 anni fa, non potevo assolutamente condividere l’itinerario che alcune guide suggerivano ai pellegrini, si trattava di camminare sulla Cassia bis per recarsi a Campagnano! Potete immaginare il pericolo, una specie di suicidio. Preso in mano una carta topografica, vedo CESANO sulla direttrice tra la 3° sosta di Sigerico-Posta di Baccano e la 2° chiamata S. Johannis VIII- Isola Farnese, Cesano o-La Sorta?
Un pellegrino esperto della VF nel Viterbese e affezionato collaboratore dell’AIVF, Massimiliano Vinci ha individuato il tracciato (forse storico) su sterrate a nord e sud di Cesano che andavano collegate a Monterosi, per quali vie?
Mi sono recata nei vari comuni, Monterosi, Nepi, Trevignano, Formello e grazie alla competente collaborazione dei responsabili dei servizi tecnici (esperti conoscitori del territorio, spesso cacciatori) e di contadini volenterosi, si è potuto arrivare a un itinerario al 70% in sicurezza e di rara bellezza paesaggistica, panorami mozzafiato sul lago a Trevignano, sulla valle di Baccano, nonchè questo gioiello del Borgo di Cesano! Non credevo che il Lazio potesse offrire tali bellezze.

Siccome, a questo mondo non esiste nulla di perfetto, anche la nostra “via storica” ha due nei, perché l’itinerario ideale attraversa  brevi tratti in proprietà privata.
Il primo, dalla casa di cura “Il Colle” per raggiungere la via della valle di Baccano esiste una traccia di sentiero utilizzata dai locali. Il secondo problema è, per evitare il campo per il pascolo dei greggi a fianco del casale di Pisciacavallo, dove un sentiero segnalato nelle cartografie del 1940 raggiungeva la via e vicolo Formellese e gli scavi di Veio, occorre oggi fare una lunga deviazione e, all’altezza della prov. Formellese prendere il bus di linea per 2 km.
Fra qualche anno si troverà una soluzione, voglio sperare, ma l’essenziale è avere una quasi certezza di essere sulla vera via di Sigerico. Le ricerche in corso hanno già fornito informazioni assai confortanti sotto questo punto di vista.

Vi chiederete forse perché CESANO mi attira cosi tanto.
Dopo avere proposto 2 anni fa l’itinerario al XXo municipio, l’assessore Giuseppe Mocci mi ha svelato l’esistenza, generalmente sconosciuta, di un grande crocifisso del XI s. riscoperto nel 1508, quello che festeggiamo oggi. Qual’è la sua origine essendo esso in legno di cedro? Quando e in quale occasione è arrivato a Cesano, quali sono le testimonianze della sua venerazione dal 1500 fino al XX s., esistevano degli ex-voto a testimoniarne la devozione?
E ancora perché due importanti chiese, S. Nicola dell’anno Mille e S. Giovanni Battista (frequente intitolazione-dedicazione di chiese nel medioevo) vicino al “castello” del Borgo risalente a quale epoca? Tutti quesiti che fanno pensare a una località importante su un asse viario di sicuro rilievo. Sono 1000 o più le domande che ci poniamo, forse andando a scovare nelle memorie storiche dei Cesanesi, qualche indizio si troverà!
Vediamo insieme qualche tratto, scorcio del percorso da Monterosi fino a Isola Farnese, che possa darvi voglia e curiosità di scoprirlo di persona.

Monterosi rappresenta il bivio tra i due itinerari possibili, il nostro segue la vecchia strada per Trevignano-via degli Uccelletti- tra le colline dove sorge qualche nuovo villino e poi la vista  si apre sull’immenso specchio del lago di Bracciano; prima della discesa al lago il pellegrino costeggia il monte Lagusiello, prende la strada bianca dei Quarti Fuori e percorre la provinciale Settevene Palo per ca 1,7 km; alla curva un’altra strada bianca sulla destra, strada Dogana Polline, che porta alla torre (romana-medievale) di Stracciacappa , prima di arrivarci segue a sin. una tranquilla lunga via Casalino (3,4 km). Davanti alla casa di riposo il Colle” il sentiero“ privato per evitare la Cassia bis nei pressi della quale si trova il celebre sito archeologico di Baccano dove sono stati rinvenuti i grandi mosaici con la rappresentazione delle stagioni (esposti nel museo archeologico di Palazzo Massimo vicino alla Stazione Termini). Il panorama sulla sterminata valle di Bacano è impressionante. La attraversiamo su sterrate maggiormente, costeggiando fattorie e risalendo la via Monte Pineta. Qui un piccolo tratto sulla prov. Cesanese e si entra nel Borgo dalla “porta principale”.
Dalla chiesa di S. Giovanni il pellegrino scende a Borgo di Sotto e prosegue immerso nel verde- attenzione alle buche della sterrata- la via Fontana Morta, solo giunto a via di Baccanello incontra il traffico.

Attualmente il viandante è costretto a passare sotto la Cassia bis e per le vie Africa, Argentina e Messico e  ad attraversare il guado della Valchetta per giungere alla via della Ficoraccia. Ripreso l’antica via, il vicolo Formellese conduce all’ingresso degli scavi di Veio   e al mulino abbandonato presso la cascata- una doccia potrebbe essere gradita a seconda della stagione e poi risale a Isola Farnese . L’aiuto di Walter Andreani è stato prezioso.
L’AIVF si pregia per sopralluoghi e ricerche scientifiche dell’aiuto di Aldo Romani, ispettore della soprintendenza e soprattutto grande pellegrino. Ringrazio Don Federico per avermi indirizzato a Ezio Jacobelli, se ho capito bene, è l’anima del Borgo di Cesano.

2012-07-30  – 18:31:07

(Dal sito della Association Internationale Via Francigena)

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