Cesano di Roma

C’era una volta un antico muro..

C’era una volta un antico muro..

C’era una volta un antico muro..
luglio 04
17:43 2022

Più di quattordici anni fa l’angolo tra Via della Stazione di Cesano e Via Cesanense andava smussato, per agevolare il passaggio in quel punto dei mezzi di oltre 12 metri dell’ATAC, lo 024 e lo 036, perciò inizialmente un nostro concittadino ci avvertiva del pericolo che l’antico muro della Villa Valdambrini e relativo portale d’ingresso avesse potuto subire dei danni, se non proprio essere abbattuti perché considerati recenti da qualche tecnico assatanato. Ma, insistendo su quanti secoli erano lì entrambi i manufatti, grazie anche all’intervento della Sovrintendenza Capitolina, il progetto veniva aggiornato a beneficio della sopravvivenza di quei piccoli resti della nostra storia che comprende così pochi monumenti: la chiesa di San Nicola (sec. XI) con gli  affreschi (sec. XV), la Casa Padronale (sec. XVII), la chiesa di San Giovanni Battista (sec. XVII) con il Crocifisso (sec. XIV), il “castello” di Don Morotti (sec. XX), Scuola Elementare Rurale oggi dedicata alla Medaglia d’Oro Michele Perriello (sec. XX) e quei piccoli frammenti di epoca romana murati in varie case o costruzioni pubbliche oppure riutilizzati come gradini o cornici, oltre alle grotte etrusche. A questi si aggiungono appunto i resti della Villa Valdambrini (sec. XVII e XVIII). Ma Cesano ha origini etrusche e, tante volte, il riutilizzo di antichi manufatti li fa rivivere in epoche più recenti, quando non sono proprio le fondamenta di successive costruzioni. È questo il caso dell’antico muro di Via Cesanense? Può darsi.

Il bene veniva allora protetto da impalcature in legno che avevano l’aria di essere provvisorie, propedeutiche per un successivo intervento per consolidarlo e renderlo fruibile agli occhi di tutti noi, dei pellegrini e camminatori della Via Francigena e dei visitatori dell’antico borgo storico di Cesano alle porte di Roma, come la professoressa Gorlani definiva il paese di Cesano, dal 1923 facente parte del Comune della Capitale d’Italia, ora parte del XV Municipio. Successivamente venivano aggiunte delle barriere jersey per ulteriore protezione del bene. Che però è rimasto così per tutti questi anni, ricoprendosi ancora di più da frasche, rampicanti e fronde nascondendo tutto l’insieme alla vista di chiunque.

Giorni fa i bordi della strada non stati falciati e così sono venuti alla luce alcuni danni: la crepa, già presente nel 2008, si è n po’ ingrandita, mentre una delle barriere in legno è rovinosamente crollata su se stessa.

L’assenza del Comune che non ha modo di gestire opportunamente un bene storico grida vendetta. Alle difficoltà che i privati avrebbero per far passare e soggiornare a Cesano i camminatori della Via Francigena, Variante del Laghi, si aggiunge l’incuria e la chiusura di realtà una volta visitabili più o meno frequentemente.

Auspichiamo che il Comune si ricordi dei nostri pochi beni monumentali, mentre sappiamo che il Municipio certamente si farà latore delle preoccupazioni della popolazione perché la Cultura dev’essere al primo posto.

Via Cesanense dopo l’incrocio con Via dei Tinelli

Angolo tra Via della Stazione di Cesano e Via Cesanense

Lo stato attuale dopo la parziale pulizia delle erbacce

Lo stato attuale

Lo stato attuale: dettaglio

Lo stato attuale: dettaglio dei legni crollati

Lo stato attuale: dettaglio verso l’incrocio

Lo stato attuale: dettaglio delle radici che spaccano roccia e mura

Il magnifico portale di Villa Valdambrini nascosto da edera e fronde I

Il magnifico portale di Villa Valdambrini nascosto da edera e fronde II

Link all’articolo del 2008 per paragonare le immagini: qui.

red. 04.07.2022 

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