Cesano di Roma

SS. Crocifisso

SS. Crocifisso
Chiesa di San Giovanni Battista

Ss. Crocifisso di Cesano di Roma

Storia del Santissimo Crocifisso

È l’anno 1508. Fra quattro colonnine di marmo, in una cripta sotto l’Altare Maggiore della Chiesa di S. Giovanni Battista, viene trovata una scultura in legno rappresentante un Gesù Cristo in Croce con il volto che esprime immenso dolore. La scultura è lì da chissà quanto tempo, è in cattivo stato per l’umidità del luogo, è pesantissima perché è intagliata in cedro del Libano, è alta solo m. 1,35, ma diventa immediatamente un simbolo della fede per i Cesanesi e oggetto di venerazione per quanti ne vengono al cospetto.

Per uno spontaneo interessamento generale, a Cesano se ne festeggia ogni anno il ritrovamento e l’episodio diventa subito noto anche ben oltre i limiti del Paese. È l’anno 1685. Viene stilata una relazione da parte del Vice Cappellano di Isola Farnese sulla vicenda vissuta da una donna posseduta dai dèmoni e liberata per merito del SS. Crocifisso. Il fascicolo, di una decina di pagine, è stato ritrovato nell’anno 2008 nell’Archivio Storico della Diocesi di Porto, è titolato “Miracolo del SS.mo Crucifisso di Cesano” ed è attualmente ancora alla sua interpretazione grafica. È l’anno 1776. Il Card. Carlo Rezzonico, Vescovo della Diocesi di Porto e S. Rufina, sancisce che ogni anno si faccia una festa religiosa e civile per rendere omaggio alla sacra reliquia. La dice così miracolosa che non solo gli abitanti di Cesano, ma anche coloro che da fuori vi ricorrono ne otterranno grazie. È l’anno 1813.

A riprova delle feste dedicate al SS. Crocifisso il 14 settembre di ogni anno, nell’Archivio Storico della Parrocchia sono conservati molti rendiconto delle spese sostenute e degli introiti avvenuti. Nel suddetto anno, ad esempio, a fronte di una raccolta di 61 scudi e 15 baiocchi dovute a vendite di vino, di grano, di fagioli, a questue fatte per il Paese in più volte e ad autotassazioni da parte dei componenti il Comitato per la festa (Santesi), si sono spesi 66 scudi e 83 baiocchi per mortaretti, banda musicale con tamburino, Messe celebrate ed altro.

“Sicché – recita il rendiconto al termine della relazione – restano creditori i Santesi di 5 scudi e 68 baiocchi”. È l’anno 1893. Dal febbraio al 26 maggio non è più comparsa la pioggia. L’aria infuocata brucia le erbe dei campi ed il grano ed i legumi non daranno alcun frutto. In tutta Italia si prega, si piange, si fanno funzioni e processioni per impetrare la pioggia. Anche a Cesano si fanno processioni portando in aperta campagna la sacra e miracolosa immagine del SS. Crocifisso.

Il 26 maggio, tornando con l’ultima processione dal Monte Campiscari, appena in Chiesa, in pochi momenti scompare il sole, si annuvola il cielo e cade una pioggia così abbondante che in pochi giorni ravviva la campagna per un copioso raccolto di grano e si grida subito al miracolo. Da queste poche e stringate notizie, si può capire quanto questo SS. Crocifisso abbia avuto, ed abbia tuttora, importanza nella vita dei Cesanesi e quanto i Cesanesi siano grati a questo SS. Crocifisso. Nell’arco dei secoli questa immagine è stata parte integrante della società cesanese e malgrado tutte le vicissitudini, le miserie, le guerre, le pestilenze che si sono succedute in questo lungo periodo, è rimasta immutata la venerazione per questa reliquia.

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