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Lago di Vico

Lago di Vico

Il lago di Vico (in Latino: Lacus Ciminus o Lacus Ciminius) è un lago di origine vulcanica dell’Italia centrale situato nella provincia di Viterbo. Esso vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani con i suoi 507 m s.l.m. Per le sue peculiari caratteristiche naturali il comprensorio Vicano è incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio e tra i biotopi di rilevante interesse naturalistico in Italia. È circondato dal complesso montuoso dei monti Cimini, in particolare è cinto dal monte Fogliano (965 m) e dal monte Venere (851 m), è parte della Riserva naturale Lago di Vico.

Origine

Secondo la leggenda ebbe origine dalla clava che Ercole infisse nel terreno per sfidare gli abitanti del luogo; nessuno riuscì a rimuoverla. Quando lo fece Ercole, sgorgò un enorme getto d’acqua che andò a riempire la valle formando così il lago.

Il lago di Vico è in realtà il risultato della attività vulcanica ed è quello che meglio ha conservato la caratteristica forma che ne testimonia l’origine. Il lago ha avuto origine circa 100.000 anni fa in seguito al riempimento della caldera vulcanica.

La riserva naturale

Dal 1982, con la legge regionale L.R. 47, 28.09.82, il lago di Vico e la zona umida circostante sono stati dichiarati riserva naturale parziale, e tutelati come area naturale protetta.

La fauna

Un territorio così ricco di diverse specie vegetali e di ambienti diversi fra loro consente lo sviluppo della vita a molte specie animali. L’ittiofauna, favorita dalla buona qualità delle acque, comprende specie autoctone (il luccio e la tinca) e specie alloctone (il coregone, il persico reale e l’agone). Numerosi gli anfibi come la rana verde, la raganella, il rospo comune e quello smeraldino; tra i rettili la natrice dal collare, la testuggine comune e il colubro d’Esculapio. Tra i mammiferi, scomparsa da non molti anni la lontra, sono presenti la nutria, la volpe, il tasso, il cinghiale, la martora, la puzzola e, sempre più raro, il gatto selvatico.

Il punto di maggiore interesse e di richiamo per i visitatori è costituito dall’avifauna, assai varia data la presenza di ambienti diversi come il bosco, la palude, i prati umidi, i coltivi e lo specchio d’acqua. Sulle sponde o sul pelo dell’acqua sono osservabili molti uccelli acquatici, dalle folaghe, agli anatidi come il moriglione, la moretta, il germano reale, il fischione, la canapiglia, l’alzavola. Tra le altre specie lo svasso maggiore, simbolo della Riserva, gli aironi bianchi, quelli cinerei, la garzetta, il tarabusino, il porciglione, la sgarza ciuffetto, lo svasso piccolo e gli storni che a migliaia passano le notti invernali sui salici della ripa e sui canneti. I rapaci annoverano il lanario (Falco biarmicus), il nibbio bruno, lo sparviero, la poiana, il gheppio, il falco di palude, il falco pellegrino. Nei boschi vivono rapaci notturni come il barbagianni, l’allocco, il gufo comune, la civetta, l’assiolo. Nel fitto dei boschi vivono anche picchi, ghiandaie, fringuelli, cinciarelle, upupe, scriccioli.

Stato delle acque e inquinamento

La zona è al centro di perplessità per quanto riguarda l’inquinamento da sostanze chimiche tossiche: l’acqua non risulta potabile ed è in vigore il divieto di balneazione. Sulle rive sono comparse formazioni di alghe rosse. All’interno dell’area è presente un vecchio impianto di produzione di armi chimiche a base di arsenico, risalente al fascismo.

L’emissario

Il rio Vicano, che dal lago di Vico scende a valle verso il fiume Treja ha la particolarità di essere un corso d’acqua artificiale creato dagli Etruschi attraverso un sorprendente tunnel scavato nel tufo, che da sotto il livello delle acque del lago, percorre circa 100 metri per uscire dal lato opposto del costone della montagna. La costruzione del tunnel e dell’emissario ha permesso un ingente abbassamento del livello delle acque, trasformando tutta la zona Nord della caldera in un territorio fertile. La geografia del lago che possiamo vedere oggi è dunque diversa da quella originaria, il monte Venere che ora cinge il lago dal lato Nord era probabilmente, in principio, una sua isola e la superficie dello specchio d’acqua era quasi doppia di quella oggi misurabile. Il tunnel di emissione delle acque è stato poi ristrutturato nel XVI secolo dai Farnese ed infine nel 2001 con la costruzione di una complessa regolazione elettroidraulica della portata d’acqua.

Paesi sulle rive del lago

I comuni limitrofi al lago sono:

  – Ronciglione, a Sud.
  – Caprarola, ad Est.
  – San Martino al Cimino.

da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

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