Cesano di Roma

Furti a Cesano: stagione invernale

Furti a Cesano: stagione invernale

Furti a Cesano: stagione invernale
febbraio 21
17:14 2015

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Bisogna imparare qualcosa dalle precedenti ondate di furti che si sono verificati a Cesano in passato per non cascarci di nuovo, creando d’ora in poi le condizioni tali che i ladri abbiamo vita difficile. Denunciare, denunciare sempre. Attenzione, stare sempre all’erta.

Sventare un furto o prevenirlo non è rompere le uova nel paniere dei ladri, non è la salvezza. Se vogliamo essere più sicuri, con maggiori controlli delle forze dell’ordine, la prassi è di farlo sapere; inutile lamentarsi quando invece di denunciare si fanno delle affermazioni del tipo: “tanto la polizia non li fa un baffo; la polizia non arriva mai in tempo; meglio togliere noi ai ladri la voglia di tornare”. Ancora peggio organizzare delle ronde virtuali con sospettati chiunque abbia la faccia oscura o un auto sospetta o una targa straniera.

Esiste l’educazione civica.

Le segnalazioni costanti alle forze dell’ordine di movimenti sospetti, sono il percorso giusto da seguire.

Di seguito l’esempio di ciò che va sempre fatto.

Il consigliere municipale Giuliano Pandolfi ha pubblicato in un social network un interessante resoconto di alcuni minuti della sua giornata odierna; ecco cosa ci ha scritto:

FURTI A CESANO: VI RACCONTO COSA HO VISTO POCO FA
Un’oretta fa, passeggiando per Cesano con mia figlia, ho notato due ragazze, facce da nomadi, abbigliamento firmato, che percorrevano la stessa strada che facevo io in quel momento (Via Don Pacifico Arcangeli). Ho deciso di seguirle da lontano, più che insospettito, preoccupato per i tanti furti di questo periodo. Osservandole, ho notato un comportamento molto strano: le due ragazze, guardavano con attenzione casa per casa e ogni tanto facevano una telefonata. Continuo a seguirle in Via Antonio Monaco e successivamente in Via Attilio Verdirosi. Alla fine di questa via, mi avvicino fino ad incrociarle. Dato che questa strada è chiusa, ne percorrono una parte e tornano indietro. Mi fermo, le osservo allontanarsi e tornare verso l’edicola di Enzo Lo Medico, e a quel punto, decido di prendere la macchina. Mi immetto su Via della Stazione di Cesano, direzione Osteria Nuova, ma non le vedo più. Così arrivo alla stazione FL3 di Cesano, faccio inversione e torno nuovamente verso la zona del mercato di Cesano. A quel punto rispuntano fuori: sono lungo via della Stazione e probabilmente (penso in quel momento) vanno a prendere il treno. Faccio nuovamente inversione e mi fermo nello slargo di ingresso “del villaggio” (chi è della zona sa di cosa parlo). Le vedo passare nuovamente e continuare ad avviarsi verso la stazione. Riparto verso questa direzione e quando arrivo, parcheggio in attesa di vedere cosa fanno. Nel frattempo disturbo al cellulare un amico carabiniere (il quale stava tranquillamente per i fatti suoi con la sua famiglia) spiegandogli l’accaduto. Lui, capita la situazione, arriva di fretta e le ferma tempestivamente, in attesa dell’arrivo dei Carabinieri di Cesano che nel frattempo, lui stesso aveva avvertito.
Sapete l’esito quale è stato: le due ragazze, una maggiorenne, una minorenne, viaggiavano senza documenti e venivano dal Campo nomadi di Ciampino e la loro era chiaramente una perlustrazione del quartiere.
Vi ho raccontato questo episodio, non per allarmarvi ma in primis per avvertire i residenti delle vie che ho elencato sopra, ed in secondo luogo perché la cosa che mi ha colpito di più in questa vicenda è che queste due ragazze passeggiavano tranquille in queste vie (che non sono particolarmente affollate), ma la gente che le incontrava, non le notava affatto. Così in quel momento pensavo: possibile che il loro atteggiamento incuriosisce solo me? Forse mi sbaglio, è solo psicosi per i tanti furti…
In ultimo voglio ringraziare il mio amico: se non fosse intervenuto tempestivamente, le due, avrebbero ripreso il treno e non avremmo appreso mai l’esito di questa cosa.
Un ringraziamento anche ai carabinieri di Cesano che hanno fermato ed identificato le due nomadi.
E’ ora che il nostro Paese torni ad essere una comunità.

L’amico carabiniere successivamente scrive delle sacrosante parole:

[…] come certamente molti intuiranno, l’attività di prevenzione svolta da noi carabinieri, diviene ancor più rilevante se supportata dal prezioso aiuto dei cittadini.
[…] Io faccio il mio lavoro con totale abnegazione e dedizione… e sono più che certo che il tuo input sarà fonte di ispirazione per molti cittadini… da alcuni dei quali io però prendo le dovute distanze, quando i commenti che leggo diventano inopportunamente xenofobi… io sono infatti amico (ed onorato della loro amicizia) di molti stranieri che onorano la cultura del lavoro, del sacrificio e della legalità.
Fare di tutta un’erba un fascio, serve solo a generare inutili pregiudizi verso la comunità di stranieri che in primis si vergognano dell’attitudine delinquere di molti loro connazionali, così come noi dovremmo vergognarci dei nostri ed imparare ad essere più responsabili quando andiamo a votare.

Il riassunto è presto fatto. Il messaggio da far circolare è:

  1. è finita l’omertà: maggiore attenzione a ciò di sospetto che ci circonda;
  2. è finita la tolleranza: le autorità devono essere informate dei fatti criminosi che ne veniamo a conoscenza (qui non si fa riferimento ai soli furti);
  3. è finito il modus cittadino-fai-da-te: le denunce, anche di tentati furti, vanno sempre presentate alla polizia o carabinieri.

I ladri non agiscono solo di notte, spesso (come è successo col furto in casa del Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati) lo fanno di giorno, perché è durante il giorno che certi rumori (come quello prodotto dal forzare una grata) o caricare della merce in un camioncino o altro passano inosservati, perché si mimetizzano meglio sapendo della facciamoci-gli-affari-nostri della maggior parte delle persone che vedendo atteggiamenti sospetti o semplicemente insoliti, non chiamano il 112.

Anche via web…

cc

red. 21.02.2015

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