Cesano di Roma

Buca 3.0

Buca 3.0

Buca 3.0
luglio 14
15:07 2015

Il bypass abusivo fotografato ieri alle ore 12.00

Siamo alla versione 3.0 della buca di Via della Stazione di Cesano che molti chiamano voragine, perché da più l’impressione di qualcosa di molto profondo, che ha radici nell’ignoto. Voragine, a volte con due g, voraggine, ancora più profonda… Per adesso nessuno l’ha chiamata boragine, ma forse c’è un nesso tra la pianta e la buca, dovuto alle proprietà, visto che la prima fa orinare, la seconda fa… detto in volgare.

La buca, anzi la Buca, perché ormai è un nome proprio, essendo stata l’unica buca della zona a riempire pagine e pagine di commenti e controcommenti nelle reti sociali. Dicevamo, la Buca ha creato grossi disagi ad un certo numero di commercianti di Cesano che hanno impostato il loro lavoro sulla clientela di passaggio, per lo meno fino a quando la bretella che da Via di Baccanello raggiungerà Via della Stazione di Cesano bypassando l’attuale abitato, non sarà una realtà. Ci sono attività molto diverse ma tutte, chi più chi meno, ne subiscono un calo di incassi per colpa della Buca, che ha costretto alla chiusura di Via della Stazione di Cesano da lunedì 11 Maggio. Un danno per l’economia locale, non c’è dubbio.

Il dubbio sta nel fatto che il bypass fosse la soluzione giusta, con 31.000 euro di spesa più qualche altro migliaio di assicurazione; poiché essendo il terreno, dove sarebbe dovuto passare, di proprietà privata, l’assicurazione sarebbe stata conditio-sine-qua-non per procedere coi lavori; in tutto 60.000 euro, secondo quanto riferitoci pubblicamente.

Ma di cosa parliamo? Sarebbero bastati Euro 5,61 ad abitante (dati 2013), certamente un danno erariale inferiore a quanto hanno subito e stanno subendo i commercianti di Cesano nel loro insieme.

Ma è proprio vero che il bypass avrebbe risolto il problema? Così come preventivato dal tecnico che ha elaborato il progetto richiesto dalla maggioranza di governo del Municipio XV o così come proposto dall’opposizione di centro-destra, il bypass avrebbe consentito il passaggio dei veicoli leggeri a senso unico di marcia alternato regolato da semaforo. Nelle ore di punta, quanto ci sarebbe voluto per superare il bypass e raggiungere la stazione o proseguire oltre verso Osteria Nuova? Forse non sarebbero bastati venti minuti, un tempo pari a percorrere le strade alternative per Osteria Nuova; tempi senza dubbio eccessivi per raggiungere la stazione. Ma, cosa sarebbe successo alle corse dei mezzi pubblici di ATAC e di quelli di Campagnano e del Cotral e della navetta da Formello? Avrebbero potuto rispettare gli orari? Certamente no. Allora sì che si sarebbero veramente sentite le adirate proteste di migliaia di pendolari intrappolati nel traffico vedendosi partire i treni uno dopo l’altro senza poterli raggiungere per colpa di un intasamento nella zona, anche perché: sarebbero bastati un cartello di divieto di transito per i mezzi pesanti all’ingresso di Via della Stazione dalla Braccianese? Un altro in Via Cesanense? Un altro ancora in Via di Baccanello al bivio con la Cassia e Cassia bis? Cosa sarebbe successo se qualche camionista, chiamiamolo distratto, avesse raggiunto il punto di non ritorno? Quali e quante manovre sarebbero state necessarie per farlo tornare indietro? Impossibile immaginare uno scenario del genere che avrebbe sicuramente portato a problemi di ordine pubblico. Nessun dubbio al riguardo.

Il bypass progettato dal Municipio XV

Allora? Be’, allora la soluzione forse non sarebbe stata un unico bypasss, bensì doppio. Quello del progetto, affiancato da un altro che scorresse lungo Via Marino Dalmonte per raggiungere il punto dove prima o poi dovrebbe passare la bretella. Le spese? Sicuramente più che raddoppiate. I tempi? I soliti della burocrazia o forse no. Utilità? Nessuna, se alla fine i tempi per riparare la Buca, saranno quelli previsti.

Infatti, nel frattempo si è andati avanti coi lavori per sistemare la Buca, che in realtà è qualcosa di più, perché là sotto c’è un ponte (nascosto sotto la strada) che consente il passaggio sopra il Fosso dei Grossi, dove ci scorre un ruscello; roba da poco, fino a quando le torrenziali piogge, alle quali ci ha abituato il clima degli ultimi anni, non lo ingrossa da far paura. La volta di tale ponte, forse degli anni ’30, se non precedente, era in parte ceduta, un problema che avrebbe potuto far scappare il morto se il cedimento fosse stato più repentino. Tra l’altro la Buca è proprio apparsa nel bel mezzo di un attraversamento pedonale. Un vecchio ponte che non risultava accatastato. Una scoperta “archeologica” dei tecnici dell’ACEA andati a verificare ciò che si pensava fosse una vera voragine creata dal flusso di acqua di qualche tubatura rotta.

Ma torniamo alla soluzione per i commercianti. Forse non c’è mai stata una soluzione accettabile che tenesse in considerazione i vari parametri: costi, fattibilità, tempistica e convenienza.

Dunque, cosa possono fare i commercianti di fronte ad un problema del genere? Probabilmente l’unica sarà un dossier da presentare alla compagnia di assicurazioni con la quale si sia stabilita una polizza a copertura di danni.

Intanto i lavori sembrano procedere a regola-d’arte con una previsione di riapertura della strada il 24 Luglio, se non più probabilmente ai primi di Agosto, come spiegato dall’assessore municipale Elisa Paris nel corso di una intervista tv, giustificato da problemi riscontrati ad inizio lavori. [1]

Unico vantaggio di questo ambaradàn, la riduzione delle buste di rifiuti scaricate nel nostro territorio dai residenti dei comuni limitrofi che non ne vogliono sapere di differenziata (o perché non ne pagano la relativa tassa, rimanendo senza servizio di raccolta). Un calo notevole per il minor transito di gente senza scrupoli.

Ora, il problema della Buca ha creato tanto disagio e tanta rabbia tra i residenti di Cesano che troppo spesso hanno portato a litigi inutili con insulti, a volte pesanti, alimentati dal polemico conteggio che si è visto in un gruppo di Facebook. L’opposizione ha il sacrosanto obbligo di esercitare il proprio ruolo. Ma dev’essere costruttiva quando serve per risolvere un problema; semplice e diretta quando il problema è più politico che pratico; dura, durissima, quando la maggioranza ci marcia.

Ma, ahimè, l’opposizione, in questi due mesi, è stata semplicemente polemica, molto deludente per il proprio elettorato che, in buona parte, non si è visto identificato, quanto meno, con quello stile, che stile non è stato. Un’opportunità persa per costruire insieme, in una zona di Roma, la LII, dove la maggioranza non ha votato né per l’attuale governo municipale né per quello comunale.

Riflettiamoci!

red. 14.07.2015
agg. 16.07.2015 (am)
agg. 16.07.2015 (16.50h) [1] Riapertura appena annunciata: 20 Luglio.

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