Cesano di Roma

Le eccellenze della zona: Marco Manzo

Le eccellenze della zona: Marco Manzo

Le eccellenze della zona: Marco Manzo
Dicembre 20
17:04 2018

Marco Manzo tatuatore, visual artist, scultore, incisore e designer di fama internazionale al Vittoriano con 100 opere, è il titolo del comunicato stampa che abbiamo ricevuto.

Marco Manzo è un artista che lavora nel XV Municipio; sulla Cassia, poco distante dal G.R.A., c’è il suo studio: Tribal Tatoo Studio. Un luogo dove si respira gioia costante, dove si diventa uno del gruppo sin dai primi momenti perché l’accoglienza c’è.

Dal 6 al 16 Dicembre, al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, è andata in scena la mostra dal titolo semplice: Marco Manzo che abbiamo avuto il piacere di visitare e fotografare nelle ultime due giornate.

Prendiamo dal comunicato:

La mostra celebra il tatuaggio che, dal disegno sulla pelle, si declina in pittura, scultura, video, fotografie, installazioni e performance.
Attraverso 100 opere l’arte di Manzo – che normalmente vive sul corpo vivo, soprattutto quello femminile sempre al centro della sua ispirazione – è visibile lungo il percorso. A lui si deve infatti l’ingresso del tatuaggio nei musei di arte contemporanea e nelle loro collezioni permanenti, segnando una ulteriore tappa nel percorso della storia dell’arte.
Le sculture in bronzo, alluminio, ceramica e marmo sono tutte tatuate e grazie ai materiali di supporto il disegno è tangibile e il tratto dell’artista è di grande impatto visivo.
Quello che solitamente avviene sul corpo, inteso come scultura in movimento, diviene eterno. È il caso dell’opera al centro del percorso espositivo Francesca (2017), un’incisione indiretta su alluminio che rappresenta una sirena circondata da teste di marinai tutte tatuate e quadri animati dove la bellezza femminile senza tatuaggi è a confronto con quella ricoperta di tatuaggi dallo stilema ornamentale che ha reso tanto celebre l’artista nel mondo.
A seguire nel percorso, una “mostra vivente”, con live performance, opere e installazioni concesse dal Museo LIMEN di Vibo Valentia, dalla Fondazione Logudoro Meilogu Museo d’arte Contemporanea FLM di Banari, dal SAMAC, Museo Arte Contemporanea dedicato alle Streghe di Benevento oltre a lavori esposti alla 16. Esposizione Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia – Padiglione Guatemala, a cui l’artista ha partecipato.
La mostra Marco Manzo, patrocinata dalla Regione Lazio e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, conferma dunque il tatuaggio come arte contemporanea del XXI Secolo che con l’artista raggiunge i massimi livelli.
Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini del Gruppo Arthemisia.
Sull’artista:
Durante la sua carriera Marco Manzo è riuscito a fondere insieme le modalità di espressione più variegate e a creare un personale e riconoscibile linguaggio che, nel tempo, ha conquistato i contesti più eterogenei.
Famosi i suoi “matrimoni” e le sue contaminazioni con la scultura, il design, la video-art, le arti digitali, la musica, l’alta moda e i motori.
L’unicità, l’irriproducibilità e l’innovazione sono gli elementi distintivi propri della sua arte incisoria su corpo umano. Uno degli ultimi traguardi raggiunti è stato quello di trasformare il tatuaggio in una forma artistica riconosciuta e di portarlo a essere degno di una considerazione istituzionale pari alle arti cosiddette maggiori.
Le opere di Manzo hanno fatto il loro ingresso a vario titolo presso il Maxxi e il MACRO di Roma, la Gagosian Gallery di New York e alcuni dei più celebri musei di arte contemporanea internazionali, come il MOMA di New York.

Marco Manzo è precursore dello stilema ornamentale che ha come scopo principale quello di ridisegnare il corpo umano – soprattutto quello femminile – slanciandone le forme e accentuandone i punti di forza; il corpo così diventa scultura in movimento.
La progettazione di questi disegni unici, studiati ed elaborati appositamente per ogni persona, ha come punto di partenza il corpo: grazie allo studio dell’anatomia il tatuaggio non è la partenza ma conseguenza del corpo stesso.

red. 20.12.2018

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