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Quando gli ingranaggi si inceppano

Quando gli ingranaggi si inceppano

Quando gli ingranaggi si inceppano
agosto 28
18:53 2018

Conferenza stampa voluta dal Presidente del Municipio Roma XV, convocata direttamente da Stefano Simonelli con poco anticipo per comunicare, ufficiosamente, l’inizio dei lavori della tanto desiderata rotatoria di Via della Giustiniana, ma soprattutto per esternare il suo disappunto per il mancato coordinamento con il cosiddetto SIMU [Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana – Centrale Unica Lavori Pubblici (S.I.M.U. – C.U.L.P.)], dopo mesi di richieste di informazioni alle quali non è mai seguita risposta, al punto da definire tale atteggiamento “poco professionale, né riconducibile a comportamenti efficaci ed efficienti, nonché rispettosi” aggiungendo successivamente che il Municipio ha appreso la notizia “smanettando nel sito del Comune di Roma“. Addirittura non risultando alla Polizia Locale di Roma Capitale XV gruppo “nessuna disciplina di traffico sulla Cassia per la rotatoria“.

Ufficialmente non risultano comunicazioni al Municipio, pertanto si sa quel che risulta dai sopralluoghi o dalle carte: inizio dei lavori il 27.08.2018, fine dei lavori entro 120 giorni da quella data. Ovvero, capita nel pieno del periodo scolastico, che è esattamente ciò che Simonelli avrebbe voluto evitare. Diciamo che la sua intenzione sarebbe stata quella di farla slittare a Giugno 2019, ma secondo noi sarebbe bastato che i lavori avessero avuto inizio un mese dopo, a fine Settembre, meglio ancora verso metà Ottobre, quando i genitori hanno già ben collaudato i percorsi per portare i figli a scuola, i conducenti degli scuolabus conoscono la strada che devono fare e gli insegnanti nuovi, precari e di sostegno, sanno come muoversi nella zona. Una situazione che si prevede caotica per il traffico, per il quale servirà studiare – di corsa – un piano di emergenza per la viabilità, perché si rischia di bloccare anche il G.R.A., all’entrata e all’uscita delle scuole.

Ma ciò che ci ha colpito di più è l’arroganza dimostrata dal dipartimento comunale. Arroganza nota, non solo in questo caso, ma in tanti altri servizi del Comune e delle aziende controllate, dove spesso dirigenti e non solo – magari non necessariamente la maggioranza – con i loro atteggiamenti non solo si capisce un certo disprezzo per la politica (cioè i rappresentanti votati dal popolo) ma per gli stessi cittadini. Simonelli ha fatto delle affermazioni che non fanno una piega, condivisibili da tutti noi che quel mondo al quale si riferisce conosciamo benissimo, ha detto, infatti, che “determinati atteggiamenti“, in aziende private e in aziende pubbliche, “di impiegati, funzionari, quadri o dirigenti, non passavano in cavalleria”, ché “non avrebbero visto la luce il giorno dopo“. Sicuramente non è dovuta [sic!] la comunicazione dal Dipartimento al Municipio di riferimento, ma la logica direbbe che è bene farla, cioè è bene farla se chi ne ha la responsabilità vuole anche rendere un servizio al cittadino.

Simonelli ha sottolineato un concetto che sono anni che applichiamo: le telefonate sono per le emergenze. Qualcosa del tipo: se io ti ho scritto, non ti devo richiamare per sollecitare l’intervento. Aggiunge che se è mancato l’intervento della politica [n.d.r.: ovvero la Sindaca?, elucubrando ci domandiamo] “è colpa mia, perché io non faccio telefonate” facendo indirettamente riferimento al detto: Verba volant, Scripta manent. Aggiungendo “ho dimostrato che la macchina amministrativa non può funzionare perché il Presidente ecc. alzano il telefono o il sedere vanno al dipartimento e si arrabbiano: tu devi lavorare perché è un tuo dovere farlo, tu lo devi fare perché lo devi fare!“.

È proprio questo il punto. Anni fa abbiamo notato che la comunità di Cesano (per farne un esempio che ben conosciamo) predilige il canale politico a quello normale (che dovrebbe essere l’URP o i diversi dipartimenti), vige la regola di affidarsi all’intermediario, per qualunque situazione dove alla base c’è la burocrazia municipale o comunale o delle aziende controllate. Un atteggiamento di scambio di favori che si ritrova anche altrove, anche per piccoli favori, magari non richiesti. Infatti, Simonelli ha volutamente cercato – utilizziamo, in parte, le sue parole – di aprire la porta senza bisogno di aprire il portone, a questo si accede dopo, se la porta non si apre. Non prima. Ma ha dovuto riconoscere che il “rapporto tra politica e amministrazione, è poco efficace e poco efficiente“.

Questo rapporto potrebbe essere alla base di quando prima, all’epoca di Giacomini, diciamo, “i pianeti erano allineati” (PdL in Municipio, Comune, Regione e Governo) e anche con Torquati (PD in Municipio, Comune, Regione e Governo, in coalizione), ma i risultati non si sono verificati lo stesso, seppur auspicati da chi vedendo una continuità politica tra gli organi di governo pensava potessero funzionare meglio le cose: forse non si erano tenuti in considerazione i “baroni” della burocrazia.

Prossima puntata il 30.08.2018: Simonelli ha convocato un po’ tutti gli attori in Municipio. Staremo a vedere.

red. 28.08.2018

 

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