Cesano di Roma

Cesano brucia?

Cesano brucia?

Cesano brucia?
luglio 17
19:21 2017

Parafrasando il titolo di un film: Cesano brucia? E, come allora, no, non brucia. Ma c’è mancato poco.

A volte è la stessa Natura a fare la Fenice, rinascendo dalle ceneri. Così può capitare che, in particolari circostanze di estrema siccità, un fulmine inneschi un incendio boschivo. Un fulmine, punto. Tutte le altre volte va cercata la mano dell’uomo. L’abbiamo detto più volte e lo ripeteremo alla sazietà. Casi di dolo: dietro all’incendio, può esserci un piromane; qualcuno alla ricerca di uno scatto da brivido da postare su Instagram o di un video mozzafiato per tante visualizzazioni su YouTube; l’eroe che, indossata la tuta, va a spegnere il fuoco. Casi di colpa: a metà strada col dolo, c’è il pastore che bruciando l’erba diventata paglia, ha la pazienza di aspettare un po’ per averne di fresca per il proprio gregge; ma anche colui che, potate le piante o tagliate le siepi, trova più facile darle alle fiamme di un piccolo fuoco “controllato” invece di portarle all’isola ecologica. Altri casi di colpa sono: fumare in automobile e gettare la cicca dal finestrino, accendere la brace per fare una bella grigliata, abbandonare buste di rifiuti che, decomponendosi, creano gas metano, facilmente combustibile. Tutti i casi colposi sono atteggiamenti sbagliati che portano ad un incendio.

Domenica 17 Luglio 2016 è scoppiato un incendio che subito è stato attribuito a piromani, mai individuati. Domenica 16 Luglio 2017 ne è scoppiato uno nello stesso punto. In entrambi i casi il vento è soffiato forte e/o a raffiche, agevolando il propagarsi del fuoco anche lontano dal punto di origine. Così ce lo siamo trovati a ridosso dell’antico borgo storico di Cesano.

Danni ingenti tra case e capanni distrutti, olivi ed altre piante bruciate, animali morti, habitat della fauna locale compromesso. Ed infine, l’unico bene della comunità di Cesano, il Parco del Rigo conosciuto come il Bosco dell’Agraria, è in parte andato a fumo. Toccherà all’ente Università Agraria calcolare i danni subiti e chiedere alla Regione Lazio i fondi necessari per ripopolare il bosco.

Ci sono però due circostanze che vanno tenute presenti. Una è prima dell’incendio, l’altra è durante.

Prima c’è da vigilare, intervenire, sanzionare e reprimere quegli atteggiamenti che mettono in pericolo, oltre alla Natura, le nostre vite e quelle dei nostri animali di compagnia. Ma non solo. La popolazione deve sapere come deve agire in casi del genere e conoscere le vie di fuga: manca un piano di emergenza a livello locale.

Durante l’incendio è fondamentale diffondere le informazioni affinché la popolazione ne venga a conoscenza di eventuali pericoli o, viceversa, venga sollevata da una tale ansia, se infondata.

Ma la cosa che veramente conta è il coordinamento delle forze che combattono le fiamme e di tutto ciò che rimane in qualche modo coinvolto con le conseguenze dell’incendio.

Da noi, ieri questo coordinamento è mancato: così gli animi si sono surriscaldati, il rimpallo di responsabilità pure ed è finita che il buio ha preso il sopravvento, eliminando l’ultima speranza: i canadair e gli elicotteri. Troppo pericoloso volare ed agire in condizioni non ottimali di visibilità per la presenza di cavi dell’alta tensione.  Nel frattempo la popolazione veniva informata grazie ai social network ed al passaparola. Comunicati ufficiali? Nessuno. Allerta alla popolazione? Assente.

Questa mattina molto presto i primi due bus ATAC 036 e 024 partiti dal capolinea, si sono trovati incastrati nel budello che è Via Cesanense dopo l’incrocio con Via dei Tinelli: tronchi di alberi parzialmente carbonizzati e molte frasche giacevano sulla carreggiata, mentre da un certo punto in poi la vegetazione abbassatasi non consentiva il passaggio in sicurezza dei mezzi. Quattro le corse saltate. Perché è successo? L’ATAC non è stata informata del problema, il nastro che avrebbe dovuto impedire il passaggio di vetture, era a terra, tolto chissà da chi. I conducenti non si sono insospettiti fino a quando si sono ritrovati la strada sbarrata. I successivi autisti avvertiti del problema, sentita la centrale operativa, hanno spostato il Capolinea su Via Guido Miotto. A parte dei passeggeri del primo turno, è stato offerto da privati un passaggio alla stazione o lungo la strada; altri hanno declinato l’invito.

Volutamente preferiamo non comunicare i nomi dei consiglieri municipali presenti ieri a Cesano che si sono dati da fare per aiutare ad un coordinamento che sin dall’inizio non è parso facile. Frenetica attività dei telefonini con chiamate e messaggini. I presenti sappiamo chi c’era e loro sanno di aver fatto il servizio che la popolazione ha loro delegato. Tra i consiglieri comprendiamo anche chi ha ruoli nella minigiunta.

La popolazione si è data molto da fare, ma la verità è che non sapevamo cosa fare in casi del genere…

Alle 21.15 concludiamo con un desiderio: che gli ultimi interventi del canadair dei Vigili del Fuoco siano stati determinanti per spegnere gli ultimi focolai resistenti al Bosco dell’Agraria.

red. 17.07.2017

 

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