Cesano di Roma

Prostituzione: un dramma

Prostituzione: un dramma

Prostituzione: un dramma
luglio 02
09:00 2017

Nella nostra realtà locale, nel piccolo, esercitare la prostituzione, crea imbarazzo, in particolare a chi circola per Via Cesanense, si addentra in Via Pradis Pedaggi, passa sotto il cavalcavia verso Campagnano o imbocca Via della Merluzza.

La situazione più recente, attuale, la subisce l’Università Agraria di Cesano, essendo l’ingresso al Parco del Rigo il luogo scelto per la sosta, che di fatto impedisce a chi non intende farsi vedere in un atteggiamento equivoco, di fermarsi lì, rinunciando al diritto di una passeggiata nella natura.

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I punti di sosta sono anche luoghi dove sempre di più i rifiuti abbondano, sia perché chi sta lì, consuma e sporca, sia perché chi cerca quel piacere, coglie l’occasione per lasciare qualche busta di rifiuti che ha portato con sé.

Ma la cosa più grave non è questo piccolo problema di immagine e decoro, bensì la violenza che si esercita sulla donna. Ed è su questo punto che bisogna riflettere.

Alcune delle donne che vediamo nei dintorni arrivano accompagnate in automobili dalla targa straniera, il che fa presupporre l’esistenza di un’organizzazione; altre con mezzi propri e altre con quelli pubblici, in questi ultimi due casi si intuirebbe una scelta personale.

È una situazione che da noi si ripete da anni, in qualche caso addirittura con l’utilizzo di un camper. Una tolleranza inconcepibile verso una condizione di sfruttamento della donna – in un caso si è trattato di una minore, in altro di una donna incinta – nella nostra Cesano, dove fanno più notizia i sacchi dell’immondizia abbandonati in giro per le nostre strade, di questo terribile sfruttamento che avviene anche in giro per le nostre strade. Perché mai della prostituzione nessuno nei social si lamenta?

Tralasciando i casi nei quali è evidente la violenza, quando l’attività è esercitata da minorenni o da donne costrette con la forza, sia essa fisica, sia mentale – spesso col ricatto, anche per superstizione – è comunque e sempre una violenza che il maschio esercita sulla femmina.

Nessun dubbio sul fatto che, vendendo le proprie prestazioni sessuali, donne e minorenni sono vittime di coercizione maschile. È il risultato degli studi effettuati nel 2015 che rivela come gli uomini che si rivolgono a prostitute per fare sesso, sono “più violenti, predisposti ad aggressioni sessuali, abusi e prevaricazioni sino allo stupro.“. Altrove leggiamo che “ragazze stuprate da padri, fratelli, nonni o zii seguono la via della prostituzione, continuando a subire lo stesso trattamento come immondizia, dove verranno criminalizzate, discriminate e subiranno ulteriori abusi.” (dal diario di Huschke Mau, 2005).

Sarebbe l’ora che la prostituzione scomparisse, per farlo è necessario però educare l’uomo a rispettare la donna, tutte le donne, non solo la propria mamma. All’uomo incapace di sedurre una donna, all’uomo che trova facile soluzione ai propri desideri con i soldi, un bel corso di seduzione sarebbe più che auspicabile, quando non una vera analisi psicologica.

red. 06.07.2017

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1 commento

  1. annamaria.bruno2@gmail.com
    annamaria.bruno2@gmail.com luglio 07, 08:02

    Nel rispetto degli spazi concessi a un articolo, l’autore con penna delicata e in modo esaustivo ha richiamano le coscienze a vedere con intelligenza ciò che spesso è più facile ignorare. Il richiamo è non solo al rispetto del territorio bene comune ma soprattutto al rispetto della donna che nel caso della prostituzione, volontaria o no, è comunque il soggetto debole della catena umana!

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