Cesano di Roma

15/07/2012: dall’omelia di d. Giovanni

15/07/2012: dall’omelia di d. Giovanni

15/07/2012: dall’omelia di d. Giovanni
Luglio 23
10:58 2012

 
Dall’omelia di d.Giovanni Di Michele il 15 luglio 2012

 
Cesano di Roma 15 luglio 1962

…cinquant’anni fa…

MEMORIA  come il PRESENTE del PASSATO proiettato nel FUTURO

Saper dire Grazie

Desidero, in questa omelia del cinquantesimo, sottolineare alcuni testi  biblici tratti dalla lettera di Paolo  Apostolo agli Efesini  della liturgia odierna e dal Vangelo di Luca, che sento particolarmente educativi, da parte di Gesù, per la nostra vita cristiana.

RENDERE GRAZIE

 Il brano di Paolo è una specie di Inno di benedizione per render grazie a Dio

     Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità.

     Perciò anch’io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti, non cesso di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui.                                            

Lettera agli Efesini 1, 3-16           

E GLI ALTRI NOVE DOVE SONO?

Il brano evangelico è un invito a saper dire grazie.

                                                                                          

     Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti».

     E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.  Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!».

 Vangelo di  Luca 17,11-19

Il bisogno di dire Grazie

   Sento vivo  il bisogno di fare mio  il richiamo del Signore Gesù a saper ringraziare e a rinnovare con cuore commosso  il profondo senso di gratitudine che dobbiamo far crescere nella nostra vita per la consapevolezza di aver continuamente ricevuto e di ricevere senza fine.
 

La Parola di Dio ci educa alla gratitudine

 Uno dei nostri limiti è certamente quello di non sapere dire grazie. Per questo la Parola di Dio ci richiama a questo dovere, a questa gioia, a questa maturazione.  

 Le Scritture ci educano incessantemente alla capacità del ringraziare:

 

“Non trascurare di ringraziare”

Tobia 12,6

“Ringrazia il Signore con tutta la voce”

Tobia 13,7

“Io ringrazio continuamente il Signore per voi”

I Corinti 1,4

“Ringrazia con gioia”

Colossesi 1,12

 

Aiutami Signore a dire grazie

Aiutami Signore a riconoscermi indigente.

Aiutami Signore ad avere bisogno di te.

Aiutami Signore a tendere le mani per chiedere auto.

Aiutami Signore a non sentirmi autosufficiente.

Aiutami Signore a capire quanto io debba essere grato.

Aiutami Signore a superare la paura del grazie che reclama altri grazie.

Aiutami Signore nel desiderio di dare ancora di più di quanto si è ricevuto.

 

Dico grazie

Rendo grazie a Dio  per i miei genitori,  per avermi donato  come  genitori mamma Nerina e papà Guglielmo.

E dico grazie  come figlio a mia madre a mio padre per  l’immenso amore donatomi in tutta la loro vita, che ora continua nella casa del padre.

Rendo grazie a Dio per le mie sorelle e miei  fratelli.

E  dico grazie a ognuno di voi per l’affetto infinito che c’è tra tutti noi.

Sono grato

Sono grato ai  miei sette Vescovi, di questi cinquant’anni, specialmente a Tisserant che  mi ha  teneramente sostenuto  negli anni della mia  formazione.

Sono grato alle comunità dove sono stato chiamato a svolgere il mio ministero  per l’accoglienza, l’aiuto e l’infinito affetto che mi è stato sempre gratuitamente donato, oltre ogni mio merito: Santa Marinella, Tragliata, Cesano, e l’intera diocesi.

Sono grato verso tutti e verso i singoli.

Sono grato a Don Giulio Massimi, mio parroco dell’infanzia, che cinquant’anni fa preparò con impareggiabile entusiasmo l’evento della Ordinazione e Prima Messa.

Sono grato a don Carlo, amico straordinario di questi cinquant’anni, presente alla mia ordinazione qui come avete ben potuto costatare.

Sono grato a don Federico –  e a quanti hanno preparato questa festa- per questa giornata vissuta in gioiosa amicizia con tutta la comunità di Cesano.

Ringrazio chi è venuto dalle altre parrocchie dove sono stato nei vari anni e la piccola rappresentanza addirittura del mio paese nativo, Ancarano.

 

Sono grato al Signore e alla Chiesa per i  50 anni  del  Concilio  Vaticano II

Infine una commovente memoria  mi rende particolarmente felice:

11 ottobre 1962, tre mesi dopo la mia ordinazione sacerdotale, iniziava il  Concilio Vaticano II i cui lavori sono iniziati il 25 gennaio 1959.


Sono grato ai papi del Concilio Giovanni XXIII e Paolo VI  e a tutta la Chiesa del Concilio: ai padri conciliari, ai periti,agli studiosi,

a tutto il popolo di Dio di quel tempo  per l’esperienza illuminante di quegli anni.

E a tutti gli sforzi della Chiesa del post- Concilio  e  a chi  mi ha insegnato a misurarmi in modo eminente non solo con ogni parola umana e con ogni segno, ma anche con un’altra  parola, cioè la Rivelazione.

È infatti altamente significativo per me accomunare  la gioia e la festa dei miei cinquant’anni all’evento Concilio, illuminante apertura della Chiesa verso il mondo a cinquant’anni dal suo inizio.

 

Grazie a voi

Grazie a voi che siete qui oggi intervenuti per dimostrarmi la vostra amicizia.

Vi ringrazio uno un uno.

Grazie a quanti qui al Borgo avete preparato cinquant’anni fa quell’evento e ringraziando Dio siete qui ancora a fare memoria con me…

Grazie a quanti, le foto del tempo ce lo ricordano, erano presenti in quel lontano 15  luglio  e ora lo sono parimenti dalla casa del Signore…e che in questa Santa Messa del cinquantesimo desidero ricordare uno ad uno…

Con ciascuno di voi c’è una storia ricca di  stima, di vera amicizia, di preziosa collaborazione come i collaboratori più stretti dei Consigli pastorali nei vari periodi dei vari ministeri,Uffici vari diocesani,il Comitato per la costruzione  della Chiesa di San Sebastiano, l’Ufficio Catechistico diocesano e  i Catechisti della diocesi, l’USMI  diocesano  per la Vita religiosa e la vita Consacrata…

Tutti, tutti i più diversi collaboratori e amici di anni  dolorosi e gioiosi, ma sempre pieni di grazia.

Grazie a quanti mi sono vicini in questo momento pur lontani fisicamentei nostri cari defunti intendo…

molti di questa foto sono di là a seguirci…

A voi mi rivolgo con affetto e con commossa riconoscenza… 

Ora  il nostro dovere è pensare.

Ora il nostro dovere è sognare, dopo i tanti doni ricevuti.

Ora è il tempo di ringraziare,

                                                                       GRAZIE

 
Di seguito una selezione delle fotografie da noi scattare durante le cerimonie del 15 Luglio 2012, inserite in un'unica galleria. Cliccando su una miniatura si apre l'intera galleria.
 
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